L'ARTE DEI POSTER PSICHEDELICI

 

 

 

Lo scopo della maggior parte dei posters psichedelici è quello di promuovere concerti organizzati a San Francisco, tra il 1966 ed il 1971, da due degli impresari più influenti degli Stati Uniti: Bill Graham (1931 – 1991), che gestiva il Fillmore Auditorium, e Chet Helms (1942 – 2005), che ospitava i concerti della Family Dog all’ Avalon Ballroom. A loro soprattutto si deve il maggior contributo alla diffusione su scala nazionale del nuovo “San Francisco sound”. I “dance concerts” segnarono l’inizio della carriera per molte delle più importanti bands del San Francisco sound (Grateful Dead, Big Brother & the Holding Company, Quicksilver Messenger Service, Santana) oltre che a rappresentare happenings durante i quali si perfezionava sempre più l’arte psichedelica del light show.

 

 

I posters psichedelici sono l’estensione grafica dell’esperienza della danza hippie, e sono la più viva testimonianza di tali eventi. Attraverso il fluttuare, il contorcersi ed il mescolarsi delle loro forme e del loro “lettering” (il tutto irradiato da colori vivissimi) gli artisti dei posters psichedelici immortalarono per sempre la nuova consapevolezza sbocciata negli anni della controcultura hippie. Le opere degli artisti di San Francisco ruppero radicalmente con il lessico della grafica modernista del ventesimo secolo. La leggibilità e l’ordine furono abbandonati per una nuova tensione grafica, un’arte pulsante che influenzò notevolmente le decadi seguenti, fino ai giorni nostri.

 

Lo stile da cui trassero maggiormente ispirazione gli artisti psichedelici fu l’Art Nouveau, un movimento artistico che fiorì in Europa tra l’ultimo ventennio dell’Ottocento e l’inizio della prima guerra mondiale. Lo stile era caratterizzato da disegni asimmetrici e linee fluenti che si sviluppano in curve sinuose; Gli hippies, con i loro capelli disordinati ed i loro vestiti antiquati, sentivano una grande affinità verso le forme curvilinee dell’art nouveau e le figure femminili con lunghe e fluenti chiome. Chet Helms descrive l’atmosfera culturale del periodo come “non molto diversa da quella che si respirava nella Francia del diciannovesimo secolo, ai tempi di Toulouse-Lautrec: anche allora i posters erano nati come pubblicità per eventi o prodotti, e solo in seguito sono diventati una forma d’arte”. Le influenze erano così evidenti che il primo stile psichedelico venne ribattezzato “Nouveau Frisco” o “Neo Art Nouveau”.


Si può prendere come chiaro esempio il poster della Family Dog,conosciuto come “La ragazza con i capelli verdi”,  il quale richiama chiaramente l’opera svolta dal leggendario artista francese Alphonse Mucha (1860-1939) per le cartine Job. Solo la scelta di colori psichedelici sembra distinguere la sua originale opera del 1896 dalla rielaborazione che ne fecero successivamente Stanley Mouse (1940 - ) e Alton Kelley. (1940-2008) La figura di Mucha sta fumando, atto che le conferisce un’espressione sognante ed uno sguardo assente. La rielaborazione del 1966 a taluni può suggerire gli effetti della cannabis.
 

Un altro stile che ha influenzato molti posters psichedelici fu la optical art, detta OP art, una forma di arte molto popolare in America verso la metà degli anni ’60. L’”arte ottica” era una forma d’arte astratta e geometrica, caratterizzata dalla sua abilità nello stimolare la retina dello spettatore. Le opere più classiche sono composte da una serie di linee assemblate in modo da simulare il movimento. In altri casi vengono simulati altri effetti come il pulsare o il tremolio. In particolare verso la metà degli anni ’60 si scoprì che certe combinazioni cromatiche avevano il potere di produrre l’illusione del movimento (vibrazioni, illusioni prospettiche ed altri effetti). I poster della San Francisco psichedelica contenevano i colori più sgargianti che l’uomo potesse immaginare. Questo fattore divenne ben presto caratteristica della cultura hippie, soprattutto in contrasto con l’assenza di colori nei vestiti della classe media (le cosiddette “square people”, o “persone inquadrate”). L’artista che più di tutti esplorò l’effetto dell’interazione dei colori fu Victor Moscoso (1936 - ): l’influenza delle strutture e delle combinazioni di colori della optical art sono evidenti soprattutto in un poster del 1967 prodotto per l’Avalon Ballroom (FD-57), vale a dire il cinquantasettesimo della serie, nel quale una spirale era sovrapposta alla figura di una donna danzante, producendo una sensazione di movimento e vibrazione ottica. Questi effetti vengono decisamente aumentati dalla scelta di Moscoso di mettere in contrasto fra loro i colori con tonalità rosso e blu-verdi, che sembrano vibrare nel ritmo avvolgente della spirale.

 

 

 


ARCHIVIO POSTER

 

 

 

LE SERIE NUMERATE:

 

FAMILY DOG POSTERS

 

FILLMORE POSTERS

 

RETINAL CIRCUS

 

NEON ROSE

 

 

GLI ARTISTI:

 

RICK GRIFFIN

 

VICTOR MOSCOSO

 

WES WILSON

 

LEE CONKLIN

 

STANLEY MOUSE

 

ALTON KELLEY

 

MARTIN SHARP

 

ALAN ALDRIDGE

 

 

 

 

ALTRI POSTERS