LA STAMPA UNDERGROUND

 

 

Il termine “stampa underground”, o “underground press”, indica una serie di giornali, riviste pubblicate e distribuite da una serie di circuiti indipendenti all’interno dei movimenti controculturali sorti un po’ in tutto il mondo durante gli anni Sessanta e Settanta del ‘900. Questa denominazione è stata presa in prestito dal movimento di pubblicazioni sorte negli anni della II guerra mondiale (come la stampa underground olandese durante l’occupazione nazista, o come la pubblicazione “Pow-wow” della resistenza francese) a cui il nome originariamente si riferiva; molte di queste pubblicazioni non solo erano autoprodotte, ma nella maggior parte dei casi erano addirittura illegali., e costrette quindi alla clandestinità.


Quello per cui lottava la stampa underground dei sixties fu soprattutto la libertà di espressione; non quindi contro una occupazione militare del territorio fisico, bensì contro una “occupazione omologante” di spazi mentali.

 

 

 


Pubblicate settimanalmente, mensilmente e soprattutto “occasionalmente” (in pratica, quando capitava) i giornali underground iniziarono ad apparire su tutto il pianeta Terra, dando voce alla crescente cultura underground per la creazione di una società alternativa. Nei soli Stati Uniti alla fine dei sixties si contavano più di 400 pubblicazioni underground (tra le tante, da ricordare il “San Francisco Oracle”, “East Village Other”, “Avatar”, “Berkeley Barb”, “L.A. Free Press”, “Helix”, “Rat”, “The Seed”, “Paperbag”, “The Realist”, “Cheetah”.) Ma tanti sono stati i contributi alla causa della controcultura: tanto in Inghilterra (“OZ”, “IT”, “Friendz”, “Gandalf Garden”) quanto in Olanda (“Provo”, “Whitheek”, “Aloha”, “Om”, “Cosmic Paper”, “Real Free Press”, “Knijp”, “Ontbijt Op Bed”) Germania (“Pang”), Canada (“The Georgia Straight”), Francia (“Plexus”, “Actuel”) Svizzera (“Hotcha” e “Paria” su tutte, anche se il contributo fondamentale svizzero alla causa psichedelica rimane l’avere dato i natali ad Albert Hofmann, padre dell’LSD), ma anche Messico (“Pop”), Italia (“Mondo Beat”, “Re Nudo”, “Il Giornale Sotterraneo”, “Puzz”, “Pianeta Fresco”).

Grazie alla stampa underground, anche chi pensava di non contare nulla ha potuto comunicare con i propri simili, condividendo a livello planetario sogni, abitudini, speranze e illusioni.
 

 

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