CRONOLOGIA PSICHEDELICA - 1500-1599

 

1500

SUD AMERICA – All’inizio del sedicesimo secolo, i primi esploratori e missionari ad avere raggiunto le regioni dell’America del Sud scoprono che le droghe che producevano trance estatica facevano parte integrale della religione sciamanistica. Rispetto agli indigeni del Nord America, quelli del Sud America non solo scoprirono le proprietà inebrianti di molte piante nei loro diversi ambienti, ma riuscirono anche a combinare fra loro le diverse specie con l’intento di potenziarne gli effetti psichedelici. 1.

 

1512

INDIE ORIENTALI – Gli esploratori portoghesi sbarcano sulle Isole Banda, nelle Indie Orientali. In questo viaggio gli europei verranno a conoscenza dell’esistenza di molte spezie, tra le quali la noce moscata, rinomata anche per le sue proprietà inebrianti e afrodisiache. 2.

 

1521

MESSICO – I conquistatori europei proibiscono l’uso di qualsiasi droga tranne l’alcol. L’uso rituale dei funghi allucinogeni e del peyote diventa così “underground”, visto che la chiesa cattolica punisce l’uso degli enteogeni da parte dei nativi, considerandolo al pari della stregoneria e del cannibalismo. Oltre ad essere contrari a qualunque forma di inebriamento in uso presso i nativi, i padri missionari erano profondamente contrari all’assenza di Cristo nel sistema rituale. (15/06) 3.

 

1539

EUROPA – Le popolazioni europee iniziano a conoscere le proprietà psichedeliche della Sophora Secundiflora, grazie a tal Cabeza de Vaca, che decide di importarne i semi, dando inizio al commercio con gli indiani del Texas. 4.

 

1550

Uno dei più antichi dizionari coloniali (ad opera di Vico) parla di un fungo chiamato “xibalbaj okox” (“fungo dell’oltretomba”) definendolo come sicuramente allucinogeno, e documentandone l’uso sacro presso alcune popolazioni Maya.

 

1556

SVIZZERA – Il filosofo Pietro Pomponazzi pubblica a Basilea lo scritto "De Naturalium effectuum causis sive de incantationibus" nel quale, in nome della filosofia naturale, restringe decisamente i confini “terreni” delle influenze demoniache, spiegando la natura allucinogena del volo notturno e delle fantastiche descrizioni del Sabba.

 

1557

ITALIA – Nella sua opera "De Rerum Varietate" il medico milanese Gerolamo Cardano (il quale soleva definirsi “magus” e “incantator”) sostiene la tesi secondo la quale nel maggior numero dei casi di presunta stregoneria l’uscita di senno delle streghe fosse da ricondursi all’uso di sostanze naturali.

 

1558

ITALIA – Nel suo volume intitolato "Magiae Naturalis", il filosofo naturale, alchimista e commediografo Giovanni Battista della Porta descrive le erbe usate dalle streghe come ingredienti per preparare un unguento allucinogeno “per volare”: Belladonna, Mandragora, Datura e Giusquiamo. Il filosofo dichiara inoltre che dopo avere ingerito la pozione una persona può credersi trasformata in un animale. 5.

 

1560

Il frate Bernardino de Sahagùn si impegna a compilare una relazione contenente tutto quello che si poteva sapere sulla civiltà indigena azteca, che gli Spagnoli (lui stesso compreso) avevano iniziato a cancellare. Nel suo Codice Fiorentino, lo storico spagnolo fornisce un impressionante glossario di “piante magiche”, narrando tra l’altro l’uso del peyote (si presume che l’uso dello stesso possa risalire almeno al 300 Avanti Cristo) e dei funghi allucinogeni teonanacatl da parte della popolazione azteca. Sotto l’influenza siegli scritti di Sahagùn verrà composto il "Codex Badianus", prezioso erbario azteco. 6.

 

1580

Nel periodo che va dagli anni Ottanta del 1500 fino alla metà del secolo successivo, l’Europa conosce l’apice della Caccia alle Streghe: le regioni interessate sono la Svizzera, i Paesi Bassi, Francia, Scozia e gli Stati tedeschi.

 

1591

Un rapporto afferma che sotto l’influenza del peyote gli indiani sembrano “perdere i sensi, avere visioni terrificanti quali il diavolo e predire il futuro”. 7.
 

 

 

 

 1000-1500                                                                                  1600

 

 

NOTE AL TESTO

 

1. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 39)
2. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 60). Gran parte delle farmacopee popolari dell’India e della Malesia prendono in considerazione la noce moscata e la prescrivono per guarire le malattie del cuore, i disordini intestinali, le insufficienza renali e perfino l’irrequietezza dei bambini.
3. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pagg. 22-23 e 36-37)
4. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pagg. 21)
5. Dereveux Paul, op. cit. (pag. 103); si noti come la prima pubblicazione del volume viene erroneamente citata dall’autore come avvenuta nel 1658. La trasformazione in animale è uno degli aspetti primari dell’esperienza allucinogena, sia che si tratti di uno sciamano delle Amazzoni (che, secondo tradizione, probabilmente si trasformerà in un giaguaro) sia che si tratti di una persona appartenente alla nostra società occidentale. Spesso i “night travelers” e le streghe europei si credono trasformati in gufi o lupi.
6. Stafford Peter, op. cit., Roma 1979. (pag. 64 e 183) e Furst Peter T., op. cit. (pag. 39)
7. Stafford Peter, op. cit., Roma 1979. (pag. 183)

 

 

 

ULTIMA MODIFICA: 27 DICEMBRE 2009