CRONOLOGIA PSICHEDELIA 500-1000

 

 

 

 

 

500

MESSICO – Nel villaggio azteco di Teotihuàcan viene dipinto un spettacolare murale raffigurante la grande e Santissima Madre e le sue sacerdotesse attorno al convolvolo stilizzato (e molto elaborato) della pianta allucinogena sacra Rivea Corymbosa.1.

 

 

  

Murales a Teotihuàcan (parte centrale)

 

700

TIBET –  Dodici secoli dopo la morte del Buddha, sugli altipiani tibetani del Gampodar appare la misteriosa figura di un monaco buddista dotato di incredibili poteri psichici, nel corso dei secoli conosciuto solo come Padmasambhava, il “nato dal Loto”.
Egli si reca in India proveniente dal pakistan per diffondere il messaggio del buddismo, diventando famoso grazie ai suoi incredibili poteri mistici. Secondo la tradizione tibetana egli sconfigge i demoni che infestano il Tibet, placandone l’ira e convertendoli alla nuova religione (facendoli diventare “protettori del buddhismo”. Compie miracoli, guarisce dalle malattie e predice il futuro. Ma presto il suo fine fu immensamente più grande: sconfigge la morte. A questo scopo, inizia a trascrivere le proprie visioni, contenenti istruzioni precise riguardanti il processo di trapasso e rinascita. Anche se il processo di morte e rinascita e conosciuto pure dagli indiani, nessuna tradizione buddhista era in possesso di un testo del genere.
Per questo motivo, consapevole dell’importanza dei propri scritti ma anche della loro pericolosità (poiché non considerava il popolo tibetano ancora pronto per tali conoscenze) in una ottica di preservazione del “manuale di rinascita” egli usava nasconde i testi in luogi segreti e remoti, per non permettere a malintenzionati un eventuale uso improprio di tali tecniche.

                                                                                 

               Raffigurazione di Padmasambhava


Durante la sua vita compila quindi quello che egli stesso definisce “Il grande libro della rinascita attraverso la comprensione dello Stato Intermedio” una guida che aiuta i defunti a viaggiare nell’aldilà giorno dopo giorno, svelando i misteri della vita dopo la morte. Il desiderio di conoscere cosa succede alla fine della vita è forse la domanda che attraverso i tempi ha unito tutte le culture e gli uomini del pianeta. Secondo il pensiero tibetano quando si muore semplicemente ci si trasferisce da un’altra parte. In mezzo alle due situazioni c’è quella che viene definita “vita intermedia” , divisa in vari stadi detti “bardo”; gli scritti di Padmasambhava offrono una dettagliata descrizione di quello che ogni uomo si deve aspettare nell’esperienza dell’aldilà.
Il “Grande libro della rinascita attraverso la comprensione dello Stato Intermedio” è l’unico testo che possa guidare i morti in questo viaggio verso la sua nuova vita. Vi si presentano tecniche utili al defunto affinchè possa liberarsi dal ciclo delle rinascire (l’eterna ruota del Karma), liberandosi del corpo, lasciare la sofferenza, trovando una dimensione migliore. Per il pensiero tibetano la morte è una esperienza molto importante, ma mai quando la successiva rinascita. Incredibilmente, gli scritti tibetani sembrano ricalcare le esperienze che provano coloro i quali sperimentano la pre-morte (vengono cioè dichiarati clinicamente morti) per poi ritrovarsi vivi, spesso lasciando la comunità scientifica sconvolta, senza alcuna spiegazione plausibile.
Per secoli, questo testo rimarrà segreto fino ai primi anni del ventesimo secolo, per poi essere tradotto in moltissime lingue facendo presa nell’immaginario occidentale. ed apprezzato da eminenti personalità .
 

 

 

 

800

MESSICO – Parti di peyote vengono ritrovate in un sito funerario situato a Coahuila, nella zona centrale del Messico. Approfonditi esami di laboratorio permetteranno di datare tali esemplari in un periodo che va dall’anno 810 al 1070 Dopo Cristo.2.


             

Murales a Teotihuàcan (particolare)

 

 

1000

NORD AMERICA – L’antica “cultura del deserto” viene sostituita da un nuovo tipo di cultura basata sul mais. Con la fine della cultura tradizionale indiana si interrompe il periodo d’oro della Sophora, allucinogeno che ha caratterizzato l’elemento fondamentale dello sciamanesimo estatico per più di 10000 anni. 3.


EUROPA – Durante il Medio Evo interi villaggi e regioni europee (dove massiccio era l’utilizzo di segale nell’alimentazione quotidiana) vengono flagellate dall’epidemia di ergotismo, causata dall’ingestione di un fungo parassita della segale, contenente alcaloidi (e quindi con potenzialità allucinogene) e appartenente alla famiglia delle Claviceps. Migliaia di persone, dopo avere consumato il pane derivato dalla segale infettata dal fungo, soffrivano di allucinazioni, cancrena, perdita degli arti fino ad arrivare alla demenza irreversibile e anche alla morte. 4.

 

 

Claviceps Purpurea (Foto: Univ. of Illinois Extension Collection)


GERMANIA – Sempre in periodo medioevale prosegue anche in territorio tedesco l’opera di espansione del Cristianesimo, che anche qui cerca di sostituirsi ai culti popolari locali. Ma il popolo tedesco di dimostra molto restìo ad abbandonare i propri culti. Il più noto fra i vari gruppi religiosi del periodo è sicuramente quello degli Adamiti, conosciuti anche come “Fratelli e Sorelle del Libero Spirito”. Ispirati dagli Adamiani, si radunavano nei boschi in completa nudità, vivendo in caverne per cercare di rinascere in uno stato di innocenza paradisiaca.
Nerthus (la Madre Terra) è la figura religiosa centrale nelle credenze di molte tribù locali, che come gli Adamiti di solito vivono nei boschi o in caverne, e la cui struttura sociale ricalca spesso usanze e pratiche indo-europee. I gruppi vivevano insieme, uniti da una profonda solidarietà, ed il ritmo vitale veniva scandito dalle stagioni, ai cicli ed ai ritmi della natura. Il sole era visto come l’occhio di Wodan (Dio), che in questo modo guardava l’intero creato, e le preghiere venivano recitate con le mani rivolte verso il sole stesso. In questo vero e proprio paradiso sulla terra, i Cristiani offrivano quindi una salvezza da un mondo dal quale i giovani tedeschi non volevano essere salvati affatto. 5.
 

 

 

 

 

 ERA ANTICA                                                                       1000-1500

 

 

NOTE AL TESTO

1. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 106).
2. Questi reperti vennero analizzati e datati nel 1978 da un team di dottori della Northern Arizona University, coordinati dal dr. J.G. Bruhn. Si veda anche: Bruhn JG, Lindgren J.E., Holmstedt B., Adovasio J.M., Peyote Alkaloids: identification in a Prehistoric specimen of Lophophora from Coahuila, Mexico, in Science, n° 199 (4336), 31 marzo 1978 (pagg.1437-1438).
3. Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 22)
4. 5R. E. Schultes, A. Hofmann, op. cit. (pg. 47)
5. Gordon Kennedy (editore), op. cit, Nivaria Press, Ojai 1998. (pag. 7)

 

ULTIMA MODIFICA: 18 MAGGIO 2010