LA PSICHEDELIA NELL'ANTICHITA'

 

 

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 Esistono validi motivi per ritenere che alcuni uomini di Neanderthal facessero uso di erbe terapeutiche; in una caverna di Shanidar, nell’Iraq del Nord, alcuni archeologi hanno scoperto tracce di polline di otto tipi diversi di erbe aventi potenziale terapeutico al fianco di uno scheletro di uomo adulto. La presenza di tali piante, risalenti a più di 50000 anni fa, fa pensare che l’uomo di Neanderthal avesse una profonda spiritualità, oltre che una certa familiarità con la flora della zona (inclusa quella psichedelica). 1
Al centro della religione sciamanica si staglia la figura dello sciamano, che vive esperienze estatiche e che di volta in volta assume in seno alla propria tribù il ruolo di sacerdote religioso, mago, indovino, artista, veggente e cantore poetico, nonché profeta della caccia e dei cicli climatici, custode delle tradizioni e guaritore delle malattie (tanto del corpo quando dell’anima). Lo sciamano è responsabile dell’equilibrio fisico e psichico del proprio gruppo tribale, per conto del quale si mette in contatto con le forze soprannaturali, mondo in cui entra attraverso esperienze di “trance” estatica.2

 

Sophora Secundiflora (Gomez-Ortega)

8440  -8120 A.C.

 NORD AMERICA – Le popolazioni primitive che abitano la zona che va dall’odierno Texas (regione ricca di antiche pitture rupestri e sciamaniche) al Messico, compiono rituali sciamanici assumendo grossi chicchi rossi provenienti dalla Sophora Secundiflora, un arbusto leguminoso della zona. Si pensa che la Sophora sia la più antica pianta contenente droga conosciuta dall’uomo.3


7265 A.C.

NORD AMERICA – Tra i reperti presenti nel sito archeologico denominato “Frightful Cave” , unitamente a tracce di antica attività umana, vengono trovati semi di Sophora Secundiflora. 4

 

          Sophora Secundiflora

 

5000 A.C

AFRICA – Nella regione del deserto sahariano (nella odierna Algeria, al tempo ricoperta da una rigogliosa vegetazione) troviamo le più antiche rappresentazioni di funghi allucinogeni che l’uomo conosca. Si tratta di raffigurazioni rupresti rappresentanti uomini con la testa a forma di fungo, appartenenti al cosidetto periodo “delle Teste Rotonde”. Tale arte si ritiene sia stata influenzata da rituali estatici e divinatori. 5


BALCANI – Nella regione dei Balcani (nella zona occupata dall’odierna Serbia) durante l’era del Neolitico Medio, si sviluppa la cosidetta “cultura di Vinca”. Dalla zona vicina a Belgrado provengono curiosi manufatti a forma di fungo, che si ritiene venissero utilizzati durante rituali allucinogeni dedicati alla divinità femminile della Dea Madre. 6


3700 A.C.

NORD AMERICA – Nativi Americani del Rio Grande (Shumla Cave #5, nell’odierno Texas) usano raccogliere “bottoni” di peyote contenenti mescalina. Con il passare del tempo il peyote sostituisce nei rituali sciamanici la più pericolosa Sophora. 7

3000 A.C.

AMAZZONIA – E’ probabile che ben prima del 3000 Avanti Cristo gli Indiani delle Amazzoni Settentrionali abbiano scoperto le potenzialità mistico-psichedeliche dello Yagè (la “liana delle anime”). Secondo la mitologia della tribù dei Tukano, l’origine dello Yagè risalirebbe all’inizio della costituzione dell’ordine sociale, quando si manifestò sotto forma umana non appena il maschio Sole ebbe fecondato la femmina Terra con il suo raggio fallico, e le prime gocce di seme diedero origine al primo popolo. Tra il Sole e la Terra stava la donna Yagè, che generò un figlio umano nell’aspetto ma dall’animo solare (in grado di avere visioni). Il bambino Yagè venne smembrato, e ogni uomo si impossessò di una parte del suo corpo. Ciascuna di queste parti diventò una liana Yagè, che i Tukano identificano con gli alberi genealogici dei loro gruppi tribali. In seguito a questo atto creativo, ogni gruppo tribale possiede una particolare forma di rituale per preparare lo Yagè. 8


 

INDIA - Testi della cultura epica indiana quali il Ramayana ed il Mahabharata documentano la diffusione nell’area di uno strano simbolo: si tratta di una croce uncinata con i rebbi rivolti a volte a destra, a volte a sinistra. Il simbolo (che nella lingua sanscrita viene denominato “svastica”) aveva la funzione di rappresentare in forma stilizzata il Sole, fungendo da immagine votiva augurante prosperità, benessere e fortuna. 9

 

 

2560 - 2420 A.C

EGITTO – Con la Quinta Dinastia l’arte egizia si arricchisce di raffigurazioni rappresentanti due piante molto particolari: la Mandragora (vegetale psicoattivo associato alle divinità Ra e Hator) e la Nymphaea Caerulea (ninfea caratterizzata da proprietà narcotiche). Si ritiene che i sacerdoti dell’antico Egitto fossero soliti mescolare Mandragora e Nymphaea Caerulea (forse insieme all’oppio) per ottenere una pozione che permettesse loro di raggiungere un profondo stato di coscienza alterata, simile allo stato di coma. Altri vegetali usati dalla casta prelatizia dell’epoca sono: giusquiamo (Hyosciamus muticus L.), ruta siriaca (Peganum Harmala), birra di dattero, orzo e cannabis. Molti contenitori per unguenti trovati nelle tombe egizie, a torto scambiati per secoli come meri contenitori di profumi, sono invece da intendere come urne per pozioni “magiche”.  10        

                                                                                        Nymphaea Caerulea (Sacred Blue Lotus)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Loto Blu in antiche rappresentazioni egizie

 

2130 A.C

ARGENTINA – A questa epoca risalgono alcune antiche pipe ritrovate ad Inca Cueva, sito archeologico nella regione argentina di Jujuy. Insieme agli strumenti vengono trovate tracce di DMT, potente principio attivo allucinogeno contenuto nell’erba Anadenanthera Peregrina, che si presume fosse in uso presso gli sciamani locali. 11

 

 

 

 

                                                                                                                                                                                                                                         Anadenanthera Peregrina

 

1500 A.C.

GRECIA – Nella Grecia dell’Era Micenea, si segnalano strani rituali religiosi, noti con il nome di Misteri. 12

Il più famoso è quello che si svolgeva nell’antica città di Eleusi, presso il santuario votato alla dea Demetra. Vi erano due tipi di rituali misterici: i Misteri “minori” ed i “grandi” Misteri. Mentre i Misteri Minori non avevano una data precisa scelta per la celebrazione (si pensa venissero celebrati verso Marzo, e servivano agli iniziati per purificarsi in vista della parte più importante del rito) i Grandi Misteri si tenevano sempre nel periodo estivo noto come Boedromio (in pratica, da Agosto a Settembre) e duravano dieci giorni. L’accesso a tali rituali era esclusivo appannaggio di una ristretta casta di filosofi, pensatori, uomini di cultura e sacerdoti: tra i partecipanti, nel corso dei secoli si segnalano personalità del calibro di Omero, Cicerone, Pindaro, Sofocle, Platone, Eschilo e Aristotele. Tale particolare rituale misterico venne praticato continuativamente per circa due millenni. 13

                                                         

      Stoned "Heads" (da sin. a destra)

Prima fila: Aristotele, Cicerone, Eschilo, Omero;

 

                                      

 

 Seconda fila: Pindaro, Platone e Sofocle.

 

 

CRETA – Durante l’età del Bronzo Finale numerose popolazioni eurasiatiche conoscevano e usavano il papavero da oppio per scopi medicinali e religiosi. Durante scavi archeologici svolti a Gazi, nell’isola di Creta, viene ritrovata una statuetta d’argilla dedicata all “Dea dei Papaveri”,oltre a vasi tubolari probabilmente usati per inalare i vapori dell’oppio. Questa scoperta smentisce la convinzione che voleva la pratica di fumare droghe psicoattive come usanza tipicamente sudamericana.14


INDIA – Una misteriosa pianta divina euforizzante viene adorato dai popoli Indo-Europei che invadono l’India dal Nord-Ovest. La vera natura di questa sostanza, celebrata con il nome di “Soma” negli antichi testi sacri del Rig Veda, rimane tuttavia ancora avvolta nel mistero; molte sono le ipotesi formulate dagli studiosi nel corso degli anni; una delle tesi più gettonate tende ad identificare il Soma come Amanita Muscaria, o fungo agarico, il cui uso religioso sembra fosse molto diffuso nel Vecchio Mondo. Tuttavia, si tratta sempre e solamente di teorie o supposizioni, in quanto nessun ricercatore è ancora riuscito a dare una spiegazione certa circa l’origine e la natura di quella che gli antichi chiamavano “Soma”.15
A questo periodo viene fatto risalire l’antico testo sacro Rig Veda, che descrive il Soma non solo come privo di foglie, ma anche di radici e fiori; per alcuni studiosi si tratta della descrizione del fungo nella sua forma secca, quella che meglio permetteva di essere conservata e trasportata.(uno dei problemi che tali popolazioni - gli Ariani - si trovarono a dover affrontare era infatti la difficile reperibilità del Soma nelle nuove regioni occupate). Da qui nascono le speculazioni ed il mistero sulla reale natura di questa misteriosa pianta.16


1100 A.C

SVEZIA – Nel sito archeologico di Aby, nella regione scandinava di Bohuslan, vengono raffigurate figure antropomorfe unitamente a forme stilizzate di funghi (probabilmente della specie Amanita Muscaria) a volte inseriti al centro di una immagine raffigurante una nave (simbolo del viaggio intrapreso dal defunto verso il regno dell’aldilà).17


1000-500 A.C.

MESSICO / GUATEMALA – L’uso di “funghi sacri” costituisce una delle più importanti tradizioni allucinogene delle popolazioni che anticamente abitavano il continente nordamericano. Culture primitive del Centro America costruiscono templi dedicati al dio-fungo e scolpiscono pietre a forma di fungo.18    Il Peyote viene utilizzato in rituali religiosi dalle popolazioni indigene in Messico ed in Texas assunto sia per via orale sia per via rettale (attraverso clisteri, per gli sciamani più deboli di stomaco). 19


INDIA – Nel corso del primo millennio Avanti Cristo l’uso della misteriosa pianta allucinogena chiamata Soma scompare dai rituali vedici. Il termine “Soma” viene quindi applicato a diversi sostituti, che però non presentano più gli stessi effetti della misteriosa pianta originale. Si ritiene che sia proprio questa la causa della confusione riguardo all’identificazione del Soma, in quanto gli studiosi che prima di Gordon Wasson si cimentarono nella ricerca presero spunto dai commenti sui Veda scritti dopo l’800 avanti cristo, quando ormai il Soma originale non veniva più utilizzato nei rituali. Nella sua intuizione, Wasson fu aiutato dal suo attenersi esclusivamente ai Veda originali.  20  A questo periodo risalgono anche i misteriosi monumenti megalitici a forma di fungo ritrovati nella regione di Kerala, nell’India del Sud. 21

 

 

 

 800/700 A.C

GRECIA – Nella stesura del suo famoso poema Odissea, il poeta greco Omero descrive svariate erbe psicoattive; la più celebre è la misteriosa erba “Moly”, in genere identificata come mandragora oppure come ruta siriaca (Peganum Harmala). 22

 

 

           Il poeta greco Omero

 

500 A.C

ASIA – A Pazyryk, nelle montagne dell’Altai orientale, vengono scoperte tombe sciite conservate sotto una spessa lastra di ghiaccio. In esse è stata rinvenuta una tenda alla base di un incensiere di rame, presumibilmente utilizzata per inalare vapori di erbe. Nel medesimo sito sono stati ritrovati resti carbonizzati di semi di cannabis. 23

 

100 A.C. – 100 D.C.

MESSICO CENTRALE – Prima raffigurazione artistica (in ceramiche funerarie) per il peyote, piccolo cactus senza spine conosciuto anche con il nome di Lophophora Williamsii. 24

 


5° secolo A.C.

GRECIA – A Farsalo, in Tessaglia, viene scolpito un bassorilievo che si ritiene raffiguri Demetra e Persefone (le due dee eleusine) nell’atto di mostrare dei vegetali, alcuni con chiare forme fungine. 25

 

 

 

Felice tra gli uomini che vivono sulla terra colui che è stato ammesso al rito!
Ma chi non è iniziato ai misteri, chi ne è escluso, giammai avrà simile destino,
nemmeno dopo la morte, laggiù, nella squallida tenebra.

( Omero, Inno a Demetra, versi 480/484 )

 

 

        Demetra e Persefone in un antico rilievo eleusino

 

 

 1° secolo D.C.

PERU’ – L’arte della ceramica della civiltà Moche del Perù (che va dal 100 Avanti Cristo circa al 700 Dopo Cristo) comprende varie effigi antropomorfiche di funghi e di personaggi con cappelli a forma di fungo. Frequente è la raffigurazione di una sciamana/guaritrice che tiene in mano un pezzo del cactus allucinogeno San Pedro.

 

2°- 4° secolo D.C.

AFRICA DEL NORD – Tra il secondo ed il quarto secolo Dopo Cristo nella regione del Nord Africa (vicino all’odierna Algeria) si sviluppa il culto degli Adamiti. Si tratta di una setta cristiana che proclamava il ritorno all’originale innocenza di Adamo il quale, fino a quando non conobbe il peccato, visse completamente nudo. Gli Adamiti affermavano che il corpo era opera di Dio, e che pertanto non dovesse essere coperto da vestiti. La nudità non viene quindi considerata un peccato, ma viene celebrata con sensuale misticismo. Al contrario, il matrimonio viene bollato come “innaturale”, come contrario all’Eden verso cui tutti dovrebbero tendere. Inevitabilmente, la Chiesa Cristiana bollò il movimento come eretico.

 

77 D.C.

Nei 37 volumi di Naturalis Historia, sua unica opera giunta completa fino a noi, Gaio Plinio Secondo (conosciuto anche come Plinio il Vecchio) fa riferimento a numerose piante dalle proprietà visionarie, elencandole però con nomi oscuri e di difficile identificazione botanica. Si va dall’Aglaophotis (usata dai Magi per evocare le divinità) al Gelotophyllis (che preso con vino e mirra provoca visioni condite da un riso irrefrenabile), all’Ophiusa (che provoca allucinazioni con terrificanti visioni di serpenti).

 

170 D.C.

GRECIA – Ad Eleusi il tempio dedicato a Demetra viene saccheggiato e distrutto da popolazioni barbare provenienti dall’Asia; viene comunque ricostruito da Marco Aurelio, che divenne l’unica persona ad avere il permesso di entrare nel luogo sacro.

 

200 D.C.

CILE – La regione archeologica di San Pedro (situata nel deserto di Atacama del Cile settentrionale, ad una altitudine di circa 2500 metri sul livello del mare) presenta numerose tombe contenenti strumenti da fiuto. Il “kit” in questione consiste in una borsa di lana contenente una tavoletta di legno, un tubo per fiutare (generalmente anch’esso di legno), un cucchiaio, un piccolo mortaio con pestello e vari contenitori in pelle atti alla conservazione delle polveri da fiuto. Analisi effettuate sulle polveri ritrovate hanno evidenziato la presenza di composti psicoattivi, tra cui soprattutto bufotenina e dimetiltriptamina (DMT).


AFRICA – Nella zona nord del continente africano si sviluppa il culto degli Adamiani. Tale gruppo (di origine cristiana ma in seguito scomunicato come eretico), la cui origine è particolarmente oscura e controversa, professava un ritorno alla natura al fine di riottenere l’innocenza di Adamo prima della cacciata dal Paradiso.

 

300 D.C.

GRECIA – Lo Stato prende il controllo dei Misteri, ed il rituale viene pertanto a mutare: non è più una cerimonia esclusiva, il diritto ad essere “iniziati” all’esperienza misterica viene esteso a chiunque non abbia mai commesso un reato di sangue e che non sia “barbaro” (cioè incapace di parlare la lingua greca).

 

392 D.C.

GRECIA – Mentre il Cristianesimo comincia ad aumentare in popolarità, il prestigio di Eleusi viene sempre più a calare, fino a quando l’imperatore romano Teodosio I impone per decreto la chiusura dei santuari votati ai culti misterici. La chiusura dei luoghi di culto si inserisce nel tentativo dell’impero di Roma di sopprimere gli rituali ellenici facendo diventare il Cristianesimo nuova religione di Stato.

 

 

 

 

 

 

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NOTE AL TESTO

1.Furst Peter T., "Allucinogeni e cultura – Le droghe sacramentali nelle grandi civiltà mesoamericane," Cesco Ciapanna editore, Roma 1981 (pag. 16)
2.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pagg. 15-16)
3.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pagg. 20-21) e Dereveux Paul, "The Long Trip: the Prehistory of Psychedelia," New York: Arkana, 1997 (pag. 107). Spesso la Sophora Secundiflora veniva trovata insieme a semi di un’altra varietà locale denominata Ugnadia Speciosa.
4.Dereveux Paul, op. cit. (pag. 107)
5.Samorini G., "Etnomicologia nell’arte rupestre sahariana (Periodo delle “Teste Rotonde”)", in "Bollettino Camuno Notizie", n°6, 1989 (pagg. 18-22)
6.Gimbutas M., "The Goddesses and Gods of Old Europe", University of California, Berkeley 1974.
7.Stafford Peter, "Enciclopedia psichedelica. Controinformazione sugli allucinogeni", Cesco Ciapanna editore, Roma 1979 (pag. 182) e Dereveux Paul, op. cit. (pag.107). La datazione è stata stabilita solo nel 2005, durante una serie di esperimenti al radiocarbonio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista "Journal of Ethnopharmacology," n°101, 3 ottobre 2005 (pagg. 238-42)
8.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 72)
9.Dal Neolitico in poi la svastica appare in innumerevoli forme e in diverse culture: viene usata (tra i tanti) sia dagli Indo-Ariani che dai Persiani, dagli Ittiti e da Celti e Greci. In queste culture è una figura molto popolare, e va ornando tanto armature militari quanto templi, manufatti, suppellettili o raffigurazioni votive. E’ tuttora un simbolo sacro per la religione induista. Purtoppo con l’avvento del Novecento la decisione del partito nazista tedesco di Adolf Hitler di utilizzare la svastica come simbolo politico (in una inedita versione “inclinata” a 45°, che da allora verrà scambiata da molti per l’originale) riuscì a trasformare nell’immaginario collettivo mondiale un simbolo anticamente carico di pace e speranza in una immagine evocante morte e terrore.
10.Emboden William, "The Sacred Yourney in Dynastic Egypt: Shamanistic Trance in the Context of the Narcotic Water Lily and Mandrake", in "Journal of Psychoactive Drug", vol. 21, 1989 (pagg. 61-75)
11.A.R.Cortella, M. L. Pochettino, A. Manzo, G. Ravina, "Erythroxylum coca: Microscopical Identification in Powdered and Carbonized Archeological Material"  pubblicato in "Journal of Archeological Science", Vol. 28, issue 8, Oxford, UK, August 2001 (pgg. 787-905)
12.Il termine “Mysteria” stava ad indicare i segreti, le conoscenze inaccessibili (per via della loro stessa natura e profondità) alla maggioranza degli uomini e riservate solo a pochi “eletti” dotati di capacità intellettive e sensibilità spirituale necessarie per viverle, “sentirle” e interiorizzarle. L’iniziazione veniva considerata come un percorso interiore tale da portare al cambiamento dell’anima dell’iniziato, e di conseguenza all’inizio di una nuova vita.
13.Il primo atto dei Misteri consisteva nel portare gli oggetti sacri da Eleusi al tempio “Eleusinion”, ai piedi dell’Acropoli di Atene. Qui i sacerdoti (detti anche “ierofanti”) davano inizio al rito vero e proprio; in segno di espiazione gli iniziati si lavano in mare. In seguito inizia una processione festosa che dal mare riporta il gruppo al tempio. Dal cimitero di Atene inizia poi una processione che arriva fino ad Eleusi, durante la quale viene percorsa la “Strada Sacra”. Quindi inizia la commemorazione del dea Demetra, durante la quale gli adepti bevono il Kykeon, misteriosa bevanda sacra sulla cui natura (quasi sicuramente allucinogena) molti studiosi dibatteranno nel corso dei secoli. Dopo avere bevuto il kykeon, gli iniziati entravano in una grande sala, detta Telesterion, al centro della quale vi era l’Anaktoron, palazzo nel quale potevano accedere solo i sacerdoti, e che custodiva gli oggetti sacri. In questo luogo avveniva la parte più oscura del rito: a tutti gli iniziati era proibito raccontare cosa avvenisse nel Telesterion, pena la morte. Alcuni studiosi credono che in tale occasione l’effetto del kykeon si sviluppasse portando l’adepto ad una profonda esperienza religiosa. Una volta usciti dal Telesterion, gli iniziati davano inizio ad una nottata di balli sfrenati, nel quale si onoravano i defunti mediante abbondanti libagioni. Il giorno seguente il rito veniva dichiarato concluso, e tutti tornavano alle proprie case, mantenendo il più stretto riserbo su quanto era accaduto.
14.Gabra S., "Papaver species and opium through the ages", in "Bullettin de l’Institut d’Egypte", vol. 13, 1956 (pagg. 37-46)
15.R. E. Schultes, A. Hofmann, "Botanica e chimica degli Allucinogeni", Cesco Capanna editore, Roma 1983 (pag. 58) Ben 120 versi sono interamente dedicati alle lodi di questa sostanza senza radici, senza foglie e senza fiori, chiamata Soma. Alla fine il culto scomparve, e il misterioso Soma venne dimenticato e sostituito da piante senza effetto psicoattivo. L’identificazione del Soma è certamente stato uno dei più grandi enigmi etnobotanici del’900.
16.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 140)
17.Kaplan R. W., "The Sacred Mushroom in Scandinavia",pubblicato  in "Man", vol. 10 1975 (pagg. 72-79)
18.Stafford Peter, op. cit., Roma 1979. (pag. 296)
19.Dereveux Paul, op. cit. (pag. 109) e Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 48). Nell’arte Maya sono stati trovate varie raffigurazioni di clisteri rituali, riempiti con una miscela inebriante o allucinogena, così come clisteri psichedelici vengono usati tanto dagli indiani messicani Huichol quanto dagli indios peruviani.
20.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 140). Viene rimarcato come probabilmente la diversità degli effetti fosse noto ai sacerdoti, e forse la “sostituzione” del Soma con altre sostanze meno inebrianti sia stata praticata deliberatamente da essi. Il mistero viene amplificato dal fatto che il Soma è sicuramene un allucinogeno con effetti soggettivi ben definiti, ma senza un adeguata definizione botanica.
21.Samorini G., "Funghi Allucinogeni. Studi etnomicologici", Telesterion, Dozza (Bo) 2002.
22.Omero, "Odissea", 10, 304-6. Altra enigmatica pianta omerica è il nepente (pianta capace di dissipare il dolore, che Elena, moglie di Menelao, versa di nascosto nel vino di commensali addolorati) usualmente identificata come il papavero da oppio. Si veda anche: Couliano P., "Esperienze dell’estasi dall’Ellenismo al Medioevo", Laterza, Bari 1986.
23.Rudenko S. I., "Frozen Tombs of Siberia: the Pazakyr Burials of Iron Age Horsemen", University of California, Berkeley, 1970
24.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 155)
25.Il bassorilievo in questione è attualmente conservato presso il museo del Louvre, a Parigi.                   26.Furst Peter T., op. cit. Roma 1981 (pag. 121). Un enigma da poco risolto riguarda la presenza nelle rappresentazioni di figure simili a chiocciole. Solo recentemente si è scoperto che tali mollusci locali prediligono stabilirsi all’interno del cactus allucinogeno San Pedro. L’atto di mangiare i molluschi prima che questi ultimi fossero “spurgati” dall’alcaloide, poteva causare esperienze allucinatorie simili a quelle prodotte dalla mescalina. Si veda: Bourget S., "Caracoles sagrato en la iconografia Moche", in "Bullettin de l’Institut d’Etudes Andines", vol. 19, 1990 (pagg. 45-58)
27.Movimenti espirati agli Adamiti ed al Naturismo cristiano sono presenti anche ai giorni nostri: tali “sette” ritengono che la violenza regnante e sempre più dilagante ai giorni inizi con l’uccisione di Abele da parte di caino, e che violenze,stupri e genocidi siano strettamente correlati all’assoluta assenza, nella nostra società, di una sessualità sociale non sessualizzata.
28.Couliano I. P., "Esperienze dell’estasi dall’Ellenismo al medioevo", Laterza, Bari 1986.
29.Manuel Costantino Torres, "Polveri da fiuto allucinogene nel Cile precolombiano", in VVAA, "Altrove" n° 3, Nautilus, Torino 1996 (pag. 29-39) L’uso di polveri allucinogene tra la popolazione maschile della zona si protrasse dal terzo al decimo secolo della nostra era. La presenza di tavolette da fiuto come corredo funerario si estende a tutto il Sud America, anche se la regione di San Pedro di Atacama è riconosciuta come una delle aree a maggiore incidenza di uso di piante psicoattive del mondo.
 

 

 

ULTIMA MODIFICA: 22 FEBBRAIO 2011